INDICAZIONI PER LE TESI DI LAUREA
Chi è interessato ad una tesi di laurea è invitato a leggere bene l’intera pagina (anche se è un po’ lunghetta) prima di richiedere l’assegnazione di un titolo o ulteriori informazioni: vi aiuterà a capire se il mio metodo può essere compatibile con le vostre aspettative ed i vostri obiettivi.
Se qualcosa non vi è chiaro, contattatemi.
L’assegnazione della tesi avviene di persona, a ricevimento.
1. PREMESSA
a) L’importanza della tesi
L’elaborazione e la discussione della tesi concludono la vostra carriera universitaria, contribuendo a determinare il voto finale.
La rilevanza della tesi non si limita peraltro all’elaborato finale ed al punteggio che otterrete. Il vostro obiettivo principale non dovrebbe essere tanto, o almeno non solo, quello di scrivere una tesi su un determinato argomento, ma quello di affinare un metodo: ricercare ed organizzare materiali, per conoscere ciò di cui parlerete; pianificare il vostro lavoro, per non perdere tempo inutilmente e rispettare le scadenze; sviluppare le vostre capacità critiche, per acquisire autonomia di pensiero; esporre i risultati del vostro lavoro, in modo chiaro, per comunicare efficacemente con gli altri; ed infine difendere il vostro lavoro e le vostre idee.
Per questo, insisterò, e molto, su aspetti che vi possono apparire secondari, ma che non lo sono.
b) Gli obiettivi
Tenendo presente l’obiettivo principale, ci sono però due ulteriori obiettivi da considerare, spesso in conflitto tra loro: qualità e tempo. Nel momento in cui mi chiedete la tesi, io vi chiederò, oltre ai motivi per cui la chiedete a me, in quella determinata materia, che tipo di tesi volete fare e quando vorreste laurearvi. In altri termini: la valutazione a cui aspirate e la sessione di laurea a cui mirate. Tali obiettivi possono essere precisati “in corsa” e può capitare di mutarli, anche sensibilmente, per più ragioni. Ma più sono chiari, fin dall’inizio, minori saranno i rischi, successivamente, di compiere sforzi non necessari e di perdere tempo.
L’elaborato finale, per essere ammesso alla discussione, deve raggiungere in ogni caso un minimo qualitativo, in mancanza del quale non è possibile laurearsi: occorrerà quindi lavorare ancora per raggiungerlo.
La valutazione dipende non solo dal risultato finale (la tesi), ma anche dal vostro impegno e dal percorso seguito. I tempi dipendono dal vostro lavoro e dalla capacità di organizzazione e pianificazione, avendo presente i vostri obiettivi.
Il mio obiettivo principale è quello di insegnarvi un metodo. Sono solo contento se vi laureerete in tempi ragionevoli e con un’ottima votazione, ma dovrete lavorare seriamente.
c) Comunicazione
Se avete dubbi, durante ogni fase del lavoro, contattatemi. Se avete un problema, relativo ad esempio a condizioni mutate che vi portano a dover cambiare obiettivi o tempistiche, o se non siete soddisfatti, per qualsiasi motivo (anche a me imputabile), parlatemene. Anche questo vi potrà essere utile non solo nell’immediato, ma anche in futuro.
2. DISPONIBILITÀ
Non è prevista una lista di attesa, né sono individuati criteri di preferenza. Chi richiede un titolo deve però già avere conoscenza della materia: nel colloquio si discuterà dei possibili argomenti per la tesi.
La richiesta di tesi presuppone un interesse particolare per la materia, comporta un impegno proporzionale agli obiettivi che ci si propone, ed è finalizzata ad acquisire con serietà un metodo per ricercare e scrivere.
La tesi deve essere richiesta tenendo conto della materia in cui la si chiede, considerando i confini con materie affini insegnate da altri colleghi. Ad esempio, per quanto riguarda Diritto dell’ambiente, l’oggetto deve riguardare prevalentemente il diritto interno o dell’Unione europea, e non il Diritto internazionale dell’ambiente. Per quanto riguarda Diritto di Internet, occorre considerare che ci sono corsi di Diritto privato dell’informatica e Diritto penale dell’informatica.
Una tesi può essere ammessa alla discussione solo quando raggiunga un livello qualitativo soddisfacente. Anche, ma non solo, per questo, non si possono fare previsioni sul tempo necessario per la redazione della tesi, dipendendo da molti fattori, la maggior parte dei quali non sono sotto il controllo del docente. In altre parole, dipende soprattutto da voi e dall’impegno che ci metterete. Dirmi che “vi dovete laureare” non servirà, se il livello qualitativo della tesi è insufficiente.
3. PROCEDURA
3.1. Richiesta e assegnazione provvisoria
Nel momento di richiesta della tesi, si suggerisce di avere chiari i tempi di massima che si vogliono rispettare e gli obiettivi (in termini di impegno, aspettative, qualità, votazione) prefissati. Le prime cose di cui parleremo saranno proprio queste.
L’assegnazione della tesi non presuppone il superamento dell’esame, che può anche non essere nel piano di studi, né la frequenza al corso, ma è necessario che chi chiede un titolo per una tesi sia in grado di discutere degli argomenti che potranno essere oggetto della tesi con cognizione di causa.
L’assegnazione provvisoria del titolo avviene nel colloquio con lo studente, che può presentare proposte autonome.
3.2. Assegnazione definitiva: raccolta del materiale e impostazione della tesi
Per l’assegnazione definitiva è necessario predisporre tre diversi documenti:
a) un elenco del materiale (bibliografia)
b) un indice della tesi
c) un programma temporale di massima
a) La raccolta del materiale (da distinguere, in prima battuta, in: dottrina, normativa, giurisprudenza, altri materiali), che costituisce la base fondamentale per l’elaborazione della tesi, può avvenire attraverso supporti cartacei tradizionali (monografie, riviste giuridiche, manuali, enciclopedie giuridiche, atti di convegni, codici e raccolte normative, Gazzette e Bollettini ufficiali, etc.) o in via informatica (riviste giuridiche online, banche dati giuridiche, Internet, etc.). Il sito del sistema bibliotecario di ateneo fornisce strumenti di ricerca online molto utili.
Per quanto concerne la dottrina, si raccomanda di selezionare con attenzione i materiali cui si farà riferimento, in base alla loro qualità. Online si possono trovare materiali utili, con pari dignità rispetto a quanto si può trovare offline, ma si possono anche trovare cose di poco o nessun valore. Indicazioni bibliografiche sono riportate anche in banche-dati giuridiche. Una ricerca in biblioteca, sia tra le riviste giuridiche di settore (non reperibili online) che tra le monografie relative all’oggetto della tesi, può non essere il primo passo, ma è comunque essenziale.
Per quanto concerne la normativa e la giurisprudenza, oltre alle indicazioni derivanti dalla ricerca bibliografica, si consiglia, per comodità, di compiere una ricerca attraverso banche-dati giuridiche, integrandola eventualmente con altri strumenti tradizionali (raccolte cartacee di leggi, repertori e massimari, riviste giuridiche specializzate).
Ulteriori materiali, indicazioni o spunti possono essere raccolti attraverso pubbliche amministrazioni, associazioni, quotidiani e periodici non giuridici, o altri luoghi, distinguendo sempre secondo criteri qualitativi e oggettivi e ricordandosi che si tratta di una tesi giuridica.
Dal materiale reperito, in particolare, nella dottrina, attraverso bibliografia e note, è poi possibile trovare ulteriori riferimenti.
La bibliografia così predisposta deve rispettare i criteri formali di citazione.
b) Il materiale raccolto consente, attraverso la lettura e la catalogazione dello stesso, la costruzione di un indice definitivo (distinto in capitoli e paragrafi, i cui titoli devono essere concisi, ma allo stesso tempo esplicativi del contenuto) che, unitamente all’elenco del materiale, sarà discusso con il docente.
c) Il programma temporale di massima fa riferimento alla data di consegna presunta dei singoli capitoli, e deve tenere conto dell’obiettivo (sessione di laurea), delle scadenze burocratiche, e delle modalità di correzione della tesi. Non è impegnativo, potrà essere aggiornato durante la stesura della tesi, ma più è realistico meglio è, per evitare illusioni e malintesi da un lato, e per motivarvi dall’altro. Nello stesso senso consiglio di evitare programmi temporali molto stretti. Le date da indicare sono: la consegna, presunta, dei diversi capitoli; la data di consegna dell’elaborato completo al sottoscritto; la data di consegna in segreteria; la data della sessione di laurea. Compilandolo, vedrete se il vostro piano è fattibile. Quando me lo consegnerete, ne discuteremo.
3.3. Redazione della tesi
Se il materiale è sufficiente, in relazione agli obiettivi, e l’indice è sistematico e razionale, si può cominciare a scrivere. Anche se elenco del materiale e indice potranno essere completati e modificati successivamente, in corso di redazione della tesi, l’accuratezza della ricerca e dell’impostazione prima dell’inizio della stesura della tesi consente un miglior lavoro e una minore dispersione di energie. Non si deve pertanto avere fretta di cominciare a scrivere, in quanto tutto il tempo utilizzato nella fase precedente consentirà di risparmiarne in seguito. La consegna della tesi al docente avviene capitolo per capitolo, scritta al computer, inserendo sempre, nella prima pagina, nome, cognome, numero di matricola, data di consegna, indirizzo e-mail e titolo (anche provvisorio) della tesi. Ogni capitolo deve essere consegnato unitamente all’indice e all’elenco del materiale, aggiornati. Come eccezione, la consegna di più di un capitolo per volta può avvenire solo su accordo preventivo con il docente (mai per il primo capitolo). La spedizione di un capitolo in formato elettronico può avvenire su accordo preventivo con il docente. In questo caso, il nome di ogni file spedito (in formato word) deve contenere almeno il cognome del laureando (ad esempio, “Rossi, capitolo 3.doc”).
In linea di massima, il capitolo viene discusso al ricevimento studenti immediatamente successivo a quello di consegna, tenendo conto dei periodi di sospensione delle attività accademiche. La consegna dei capitoli successivi presuppone che in essi si sia tenuto conto dei rilievi fatti per i capitoli precedenti. In caso contrario, qualora risulti evidente che un capitolo ripresenta difetti di impostazione già riscontrati e segnalati (ad esempio, aspetti formali), si chiederà al laureando di procedere alla correzione prima di sottoporre nuovamente il materiale al docente.
Può essere predisposta una premessa, nella quale si esprimono gli obiettivi, il metodo e i contenuti previsti della tesi e un’introduzione dove, appunto, si introduce il tema. Possono essere inserite delle conclusioni, in quanto opportune e comunque non ripetitive della premessa (anche per questo, si scrive generalmente la premessa alla fine, valutando se sia necessaria).
Se il capitolo consegnato presenta difetti sostanziali di impostazione o gravi incompletezze, deve essere corretto e ripresentato al docente prima di poter proseguire, evidenziando le modifiche sostanziali apportate. Se vi sono solo imperfezioni formali, non occorre ripresentare il capitolo, a meno che gli errori ortografici e di battitura siano in quantità tale da dimostrare una grave mancanza di cura nell’elaborazione del testo. In questo senso, si raccomanda vivamente di curare le parti consegnate come se fossero definitive.
La valutazione della tesi ha ad oggetto sia l’elaborato finale sia il percorso attraverso il quale si è arrivati a tale elaborato. Due tesi, di qualità analoga, possono avere pertanto una valutazione diversa in relazione a cura e attenzione dimostrate costantemente nella redazione.
Terminata la redazione capitolo per capitolo, la tesi, completa di tutte le sue parti corrette, sarà poi consegnata al docente per il nulla-osta definitivo almeno quindici giorni prima rispetto al termine per la segreteria.
Si raccomanda vivamente di considerare tutte le disposizioni che precedono, ed i tempi relativi, nella pianificazione temporale del proprio lavoro. Non verranno accolte richieste di accelerazione (ad esempio consegnando più capitoli per volta) o richieste di deroga alla tempistica sopra esposta dirette a rimediare ad una cattiva pianificazione.
3.4. Aspetti sostanziali e valutazione della tesi
La tesi deve avere un’impronta personale. Non può mai ridursi ad una mera parafrasi delle norme o ad un “taglia e incolla” di dottrina e/o giurisprudenza. Devono essere rispettati criteri di originalità, coerenza, aggiornamento.
La valutazione della tesi è di competenza della Commissione di laurea e dipende sia dal lavoro presentato (e, come detto, dal percorso), che dalla discussione in seduta di laurea.
La proposta del relatore, che ovviamente condiziona fortemente la valutazione della Commissione, dipende da una serie di fattori: qualità e originalità dei contenuti, grado di approfondimento, esaustività della ricerca del materiale, completezza della bibliografia, correttezza nell’uso delle note, sistematicità e forma dell’elaborato, impegno ed accuratezza nell’elaborazione.
Qualora si ravvisasse che la tesi non è originale, in quanto copiata, anche in parte, da altra tesi o altri testi, o che non è redatta dallo studente, ma da terzi, non si ammetterà lo studente alla discussione e si prenderanno i provvedimenti previsti dalla normativa vigente. Si ricorda che l’Ateneo dispone di software che aiuta ad individuare fenomeni di plagio. Su questi aspetti, tolleranza-zero: viene meno il rapporto di fiducia.
3.5. Aspetti formali
Impostazione
La tesi deve essere divisa in capitoli e paragrafi, ed eventualmente sottoparagrafi, preceduta dall’indice e seguita dalla bibliografia (si possono aggiungere un elenco della normativa, un elenco della giurisprudenza, ed un elenco degli altri materiali).
Per quanto riguarda il numero di righe e battute per pagina, si rinvia alle norme di Facoltà, cui si consiglia di attenersi da subito, avendo così un quadro sempre aggiornato del numero di pagine “effettive” scritte. Si consiglia inoltre di non prevedere righe vuote tra paragrafi, ma di inserire invece un rientro nella prima riga di ogni capoverso (evitando capoversi troppo lunghi, che rendono la tesi di più difficile lettura).
L’attenzione per gli aspetti formali, comprendente criteri di uniformità, citazioni, note, bibliografia (v. sotto), deve essere presente fin dall’inizio. Non ditemi “sistemerò dopo“, perché io leggerò dopo che voi avrete sistemato…
Se volete seguire standard redazionali diversi da quelli che vi propongo, potete farlo, ma mi dovete dire quali siano e assicurarvi di utilizzarli sempre nella tesi.
Standard
Nella redazione della tesi, occorre rispettare criteri di uniformità, ad esempio usando standard comuni nell’uso delle maiuscole (da ridurre per quanto possibile), delle abbreviazioni e delle sigle. Parole straniere o latine devono essere riportate in corsivo.
Citazioni, note, bibliografia
Si raccomanda di evitare, in testo, l’abuso di citazioni (di dottrina, normativa e giurisprudenza) tra virgolette, che rendano la tesi simile ad un collage.
Le note a piè di pagina sono particolarmente importanti, potendo avere più funzioni: riconoscono meriti a chi ha dato spunti per la redazione della tesi (si paga, in sostanza, un debito), evitando fenomeni di usurpazione e plagio; consentono di inserire elementi (il testo di una norma, una parte di una sentenza, una citazione significativa di dottrina) che appesantirebbero il testo, ma che si ritiene utile mettere a disposizione immediata di chi legge; forniscono indicazioni a chi volesse approfondire determinati argomenti (o controllare la qualità di quanto si è scritto); aiutano a comprendere la serietà della ricerca effettuata.
Qualora si riporti il testo letterale di una legge, di una sentenza, di un articolo di dottrina (e così via), è necessario includerlo tra virgolette. Ma anche quando il testo non è riportato letteralmente, ma parafrasato, o quando comunque si riprendono concetti elaborati da altri è necessario inserire una nota a piè di pagina.
Nella bibliografia finale devono essere riportati tutti i testi citati nelle note, testi che, ovviamente devono essere stati consultati direttamente.
3.6. Citazioni
Di seguito alcuni suggerimenti per i criteri di citazione. Non dovete per forza seguirli, ma potete adottarne altri. Nel caso, dovete però preventivamente indicarmi quali seguirete (e rispettare sempre criteri di uniformità).
a) Dottrina
La prima citazione in ogni capitolo deve essere completa. Per le monografie: autore, iniziale, titolo del libro, luogo di pubblicazione, anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. ROSSI, G., L’ambiente nel diritto comunitario, Milano, 2011, pp.32 ss.); per gli articoli, autore, iniziale, titolo dell’articolo, sigla della rivista, anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. BIANCHI, F., L’inquinamento delle acque sotterranee in Riv. giur. amb. 2010, pp.232 ss.).
Le citazioni successive possono essere in forma abbreviata (che consenta di individuarle nella bibliografia finale). Per le monografie, ad esempio: ROSSI, G., L’ambiente cit, pp.48 ss.; per gli articoli, ad esempio: BIANCHI, F., L’inquinamento cit., pp.232 ss.).
Evitare, salvo eccezioni particolari, di citare gli autori nel testo invece che in nota.
b) Giurisprudenza
La citazione della giurisprudenza deve essere completa, riportando organo giudicante, estremi della pronuncia, sigla della rivista, anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Cons. Stato, sez.V, 12 dicembre 1998, n.676 in Foro amm. 1999, I, p.234).
c) Normativa
La prima citazione in ogni capitolo deve essere completa (es. d.lgs. 12 marzo 1984, n.342), e deve eventualmente comprendere, se ritenuto rilevante o significativo, il titolo dell’atto normativo (es. “Norme in materia di paesaggio”). In bibliografia, si riporta la citazione completa, comprensiva del titolo.
Le citazioni successive possono essere in forma abbreviata (es. d.lgs. n.342/1984).
La citazione degli articoli deve consentire l’individuazione precisa della disposizione normativa (es. art.12, comma 2, lett. b), d.lgs. n.342/1984.
d) Altri materiali
I materiali diversi devono essere compatibili con una tesi giuridica. Non ci sono criteri predefiniti, ciò che importa è consentire la corretta individuazione del materiale citato, applicando criteri di uniformità.
Ad esempio, per pagine web, riportare l’indirizzo completo (deep link), quando disponibile (es. http://www.minambiente.it/acque/12990.html, e non solo http://www.minambiente.it). Il deep link, in sostanza, corrisponde alla pagina di un testo cartaceo, mentre il link generico al sito corrisponde al titolo del libro o della rivista.
4. ALTRI CONSIGLI SULLA SCRITTURA
Non fate l’errore di sottovalutare gli aspetti formali. Se è vero che una tesi ben confezionata, ma di contenuto scarso, non ha un grande valore, una tesi dal contenuto buono, carente sotto il profilo formale, darà comunque un’immagine di poca cura, quando non di sciatteria. Non costa molto abituarsi, ed è qualcosa che poi ci si porta dietro nei lavori futuri. Se infatti dell’oggetto della vostra tesi potreste non occuparvi mai più, vi troverete di fronte ad ad altre “prove” scritte in futuro (esami, relazioni, pareri, atti, sentenze, e così via).
Rileggete bene prima di consegnare qualcosa. Il compito del vostro relatore non è quello di farvi da correttore di bozze. Se vi sono molti errori che rileggendo avreste potuto correggere voi stessi, non sarà contento. Se poi questi errori sono rilevabili dal correttore automatico del vostro software, lo sarà ancora meno. Anche in questo caso, pensate che in futuro potrà non essere contento l’avvocato, il magistrato, il notaio, il dirigente, o comunque la persona per cui lavorate. Si tratta anche di amor proprio. In questi casi mi riservo di riconsegnarvi l’elaborato senza procedere alla lettura e alla correzione, che riprenderanno quando mi avrete consegnato una bozza rivista e ripulita.
Evitate frasi troppo impegnative e faticose. Il titolo di re delle subordinate non esiste. L’uso di termini desueti, per il solo gusto di usarli, è un segno di debolezza. Quando si scrive (specie una tesi di laurea, ma non solo) l’obiettivo è farsi capire, trasmettere, interessare, non di impressionare (alzando magari, nel processo, una barriera tra voi e chi legge). Evitate periodi troppo lunghi, che costringano ad una rilettura per trovare un soggetto, un verbo, o semplicemente il significato. Provate a rileggere ad alta voce: se dovete riprendere fiato per terminare una frase, probabilmente quella frase è troppo lunga (è un metodo empirico e non infallibile, specie con gli apneisti, ma aiuta).
Infine, non sottovalutate il tempo necessario per ricercare il materiale o scrivere un capitolo. Statisticamente, l’obiettivo temporale fissato non è rispettato.
Chiedete la tesi, e iniziate a lavorarci, per tempo e, possibilmente, con continuità. Riprendere in mano un lavoro abbandonato per settimane non è facile e fa perdere tempo.
5. DISCUSSIONE
La discussione della tesi parte da una domanda del relatore, a cui ne possono seguire altre, dello stesso relatore, del controrelatore, o di altri membri della Commissione. Occorre avere la capacità di esporre i profili principali e più interessanti della tesi in un tempo limitato (in media un quarto d’ora, ma dipende da docente, commissione e altri fattori imprevedibili e bizzarri). Occorre ovviamente prepararsi, il che non significa imparare un discorso a memoria (che risulterebbe noioso, sarebbe pericoloso in caso di amnesia temporanea e, in caso di domande impreviste, non aiuterebbe).
Occorre, in definitiva, essere spontanei.
“Essere spontanei non significa parlare a braccio e proferire discorsi sconclusionati … significa essere autentici nell’esposizione, facendo capire a chi ti ascolta che non ti sei preconfezionato un rigido discorso misurato in ogni sua singola parola. In questa prospettiva, l’autenticità (la genuinità; la spontaneità) … non significa necessariamente pressapochismo o sciatteria. Significa che hai padronanza dell’argomento e non devi seguire un percorso argomentativo prestabilito” (cito da un intervento di uno studente anonimo su un forum, studente alla cui discussione della tesi sospetto tra l’altro di avere assistito, qualche anno fa: rimane la miglior definizione che abbia letto e quella discussione, ottima, ne fu la prova).